La Scuola di Maria Tipo - corso per giovani pianisti

Perché la scuola di Maria Tipo?

In un momento in cui ci si chiede se sia ancora possibile parlare di scuole pianistiche, ci sembra importante ribadire l’esistenza di una “scuola” di Maria Tipo, non solo una delle pianiste più significative del XX secolo, ma anche una straordinaria didatta, che parallelamente all’attività concertistica ha insegnato tutta la vita, formando negli anni moltissimi pianisti oggi in attività,  di cui gran parte impegnati anche come insegnanti.

Grande è stata la sua attenzione alla didattica infantile: alcuni tra gli allievi di Maria Tipo sono stati con lei fin dai primi passi, accompagnati nella formazione strumentale a partire dalle basi.  La costruzione di una tecnica pianistica nell’insegnamento di Maria Tipo non è mai stata disgiunta dalla cura del suono, dalla ricerca costante della cantabilità, del legato e della differenziazione in un’ampia gamma di possibilità di attacco del tasto, sempre allo scopo di dare corpo ad un pensiero musicale logico ed espressivo, fin dai primissimi anni.

Il sistema di insegnamento era costituito in massima parte di un’abbondanza di efficacissimi esempi al pianoforte, elargiti con la più grande cura - per quanto semplice e  iniziale fosse il brano – fin quando anche l’allievo non fosse in grado di realizzare non solo un’esecuzione corretta, ma anche musicalmente risolta. Questo a partire dalle scale, per esempio,  richieste ad ogni appuntamento ed ascoltate con attenzione minuziosa, insistendo fin quando non fossero legate, veloci, omogenee e soprattutto cantate.

Altro punto fondamentale della scuola di Maria Tipo è dato dalle scelte di repertorio: i classici per crescere, costruendo con pazienza un pianismo completo a partire dalla polifonia strumentale più rigorosa, con Bach al centro di un lavoro incessante fin dalle opere più semplici, con la massima cura nella chiarezza e nella differenziazione delle voci; la cantabilità e l’agilità  con Mozart, la struttura formale ed il pianismo più corposo con Beethoven e così via, senza trascurare alcun settore, ma anzi insistendo perché anche il lavoro sull’autore più ostico per l’allievo venisse affrontato con successo, in modo che non restassero aree inesplorate. Questo anche allo scopo di individuare successivamente il repertorio più adatto a ciascuno, personalizzando la proposta didattica con precisione.

Il virtuosismo strumentale – che comprendeva anche un uso sapiente e attento della pedalizzazione - era una conseguenza di tutto il lavoro svolto, ed arrivava naturalmente con la sicurezza di un approccio fatto di sostanza, senza saltare nessuna tappa intermedia anche in presenza del talento più prepotente.

I pianisti che si sono formati alla scuola di Maria Tipo hanno potuto contare sulla sua grande esperienza concertistica, il cui riverbero sulla didattica era costante. Ne derivava una cura particolare nella composizione dei programmi, nella preparazione per i concorsi e poi per i concerti, dove nulla veniva lasciato al caso.

Il rigore nella preparazione strumentale non andava disgiunto da una serie di regole di vita che riguardavano l’organizzazione dello studio, la partecipazione all’attività dei compagni, l’ascolto dei concerti e dei dischi, la partecipazione all’insegnamento ai più piccoli man mano che gli allievi divenivano a loro volta maestri.

Questi brevi tratti mirano a definire una Tipologia didattica ben definita che, considerando la centralità della formazione pianistica di base nella didattica di Maria Tipo, ci porta a ritenere opportuno che il corso sia aperto ai giovanissimi; coerentemente con la sua convinzione circa l’importanza del talento, è necessario che essi siano in possesso di particolari doti musicali.

Articolazione del corso

Il corso è aperto a giovani studenti fino ai 24 anni di età. Il piano annuale di studi è improntato sulla didattica infantile e personalizzata secondo la formazione strumentale della grande scuola italiana di Maria Tipo. La costruzione di una tecnica pianistica nell’insegnamento di Maria Tipo non è mai stata disgiunta dalla cura del suono, dalla ricerca costante della cantabilità, del legato e della differenziazione in un’ampia gamma di possibilità di attacco del tasto, sempre allo scopo di dare corpo ad un pensiero musicale logico ed espressivo, fin dai primissimi anni.

Docenti

Andrea Lucchesini
Pietro De Maria
Ricardo Castro
Filippo Gamba
Enrico Stellini

Il corso prevede come docente di riferimento Enrico Stellini, che tiene due lezioni mensili per otto mesi.

Per otto mesi gli allievi ricevono una terza lezione da uno degli allievi più rappresentativi della scuola, che nell’anno scolastico tengono due lezioni ciascunoAndrea Lucchesini (Scuola di Musica di Fiesole), Pietro De Maria (Mozarteum di Salisburgo), Ricardo Castro (Haute École de Musique Vaud Valais Fribourg), Filippo Gamba (Musik-Akademie di Basilea).

Il corso risulta così composto da 24 lezioni, di cui 16 con il docente di riferimento, e 8 con gli altri maestri.

Quota di frequenza € 2.000,00 lordi 

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Programma per l'esame di ammissione

Un brano di J. S. Bach
Un primo tempo di Sonata classica
Uno studio
Un pezzo romantico o moderno

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